Un viaggio sensoriale tra circuiti storici e rarità analogiche per celebrare la prima edizione del grande raduno dedicato al collezionismo radio
C’è un fascino sottile, quasi magico, che lega il fruscio di una vecchia frequenza alla maestosità di una valvola che si illumina e questo spirito sarà il protagonista assoluto il 14 e 15 marzo 2026 presso il Museo Storico Piana delle Orme in occasione di Onde Antiche, Suoni che Ispirano. La manifestazione nasce come una risposta tangibile alla digitalizzazione estrema, offrendo un punto d’incontro fisico dove la storia della tecnologia si fonde con la passione dei radioamatori, collezionisti di radio d’epoca e amanti dell’Hi-Fi. Il percorso espositivo, che abbraccia ampi spazi interni ed esterni, non è solo una vetrina commerciale ma un’esperienza immersiva tra vinili rari, componentistica elettronica storica e apparecchiature surplus militare che hanno segnato le comunicazioni del secolo scorso.
In questo contesto, il contributo di Franco Nervegna IZ0THN risulta fondamentale per comprendere l’anima dell’evento, poiché egli sottolinea con forza come in questa mostra scambio sia possibile scovare tesori che le piattaforme online non potranno mai offrire. Si parla di quel pezzo raro dimenticato per decenni in una cantina, della curiosità tecnica che non ha prezzo o della valvola introvabile indispensabile per ridare vita a un vecchio apparecchio, oggetti che richiedono l’occhio esperto e il tocco umano per essere valorizzati. Oltre alla caccia al pezzo unico, l’evento promuove il confronto diretto tra hobbisti e professionisti, trasformando ogni banco in un’aula a cielo aperto dove scambiarsi segreti del mestiere e aneddoti storici.
A dare ulteriore lustro tecnico alla kermesse sarà il lavoro del 773 Radio Group, impegnato nell’attivazione del Diploma Permanente Museo Storico Piana delle Orme II0MPO, un segnale che partirà dal cuore dell’Agro Pontino per raggiungere i colleghi di tutto il mondo. L’organizzazione, nel presentare questa iniziativa a ingresso gratuito, desidera esprimere un profondo ringraziamento al Museo Piana delle Orme per aver condiviso la visione culturale del progetto e a tutti i media sponsor che, con la loro costante attenzione, permettono a eventi di questa portata di diventare un punto di riferimento per il territorio. Partecipare significa dunque riscoprire una tecnologia lenta e affascinante, dove ogni manopola ruotata è un passo verso la riscoperta di un passato che non smette mai di ispirare.
